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> L'ombra della Tamoil su Cremona
Julius Payer
Inviato il: Luglio 23, 2008 07:21 am
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Moderatore sopra le righe
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Non s'era ancora detto niente a riguardo.. uscita su Il Vascello questa notizia


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Tamoil garantisce 900 milioni di euro per riscattarsi con Cremona!
Ecco le promesse in un sensazionale incontro a Milano con Torchio e Corada
Programma per la bonifica, nuova centralina e completo ammodernamento della raffineria

Tamoil, presa per il collo e assalita anche dalle contestazioni della magistratura, si fa viva dichiarando di essere pronta a far pace con Cremona. Offre un piano da 900 milioni di euro che, entro tre anni, renderà compatibile la raffineria con il territorio circostante e porrà rimedio agli errori del passato con l’attuazione di un preciso cronoprogramma di interventi di bonifica sino al completo risanamento delle aree interne ed esterne al complesso produttivo.
L’impegno alla modernizzazione della raffineria e alla costruzione di una centralina che garantirà il teleriscaldamento a una parte della città, è stato assunto dal presidente del gruppo Olinvest (proprietario del marchio Tamoil) Mr. Isam Zanati che il 22 luglio a Milano ha incontrato il presidente della Provincia, Giuseppe Torchio ed il sindaco Giancarlo Corada che nei giorni scorsi avevano chiesto una riunione operativa.
Al centro del colloquio con il massimo rappresentante Libico per l’Europa i progetti e le prospettive della Tamoil a Cremona, anche con riferimento alle azioni di bonifica dei siti inquinati.
“Il colloquio è stato particolarmente proficuo e costruttivo” spiegano Torchio e Corada, “per definire con chiarezza gli interventi da attuare abbiamo deciso di riferirci direttamente al presidente di Olinvest così da assicurare ai nostri concittadini risposte chiare, precise, definite”.
Per la raffineria di Cremona i due amministratori cremonesi hanno ottenuto la riduzione drastica dei distillati pesanti, incremento della lavorazione di grezzi leggeri, aumento della capacità di desolforazione e conversione, riduzione dei consumi, significativo miglioramento dell’impatto ambientale.

Questi benefici giungeranno dall’attuazione del progetto di modifica e ammodernamento della Raffineria di Cremona, denominato “CUP – Cremona Upgrading Program”, che rappresenta, dopo gli interventi di messa in sicurezza e di bonifica della falda acquifera in corso, un’ulteriore importante opportunità per dare nuovo impulso alla salvaguardia dell’impatto ambientale.

“Sul tema della bonifica abbiamo chiesto e ottenuto la definizione di un preciso cronoprogramma di recupero dell’area esterna ed interna alla raffineria, e la richiesta di potenziare il rapporto di fattiva collaborazioni tanto con le Istituzioni locali quanto con realtà come le Canottieri”.
Tamoil Raffinazione ha presentato nel gennaio scorso al Ministero dell’Ambiente e alle altre autorità preposte la richiesta di “pronuncia di compatibilità ambientale” sul nuovo piano di investimenti della Raffineria di Cremona che si pone l’obiettivo, tra l’altro, di adeguare la produzione alle evoluzioni del mercato e della domanda, riducendo drasticamente i prodotti a maggior impatto ambientale (in particolare olio combustibile) a favore di distillati medi ad alta qualità e bassissimo contenuto di zolfo.
Il piano di investimenti – per complessivi 900 milioni di euro circa – è  finalizzato al miglioramento dell’impatto ambientale e alla riduzione delle emissioni, come l’utilizzo di combustibili “puliti”, interventi di risparmio energetico, l’incremento del trasporto in oleodotto e su rotaia, il riutilizzo delle acque reflue, la piantumazione a verde.
“Nell’ambito di questo piano di investimenti” aggiunge Torchio, “abbiamo ribadito la necessità di procedere in tempi rapidi alla realizzazione della nuova centrale energetica da tempo annunciata. Abbiamo ottenuto l’assicurazione che sarà un impianto da 55 Mgw di cui una parte destinata al consumo interno e la restate a favore della città per il funzionamento dell’impianto di teleriscaldamento dell’area nord ovest e per soddisfare le esigenze delle imprese a maggior richiesta energetica”.
In merito alle ricorrenti voci di cessione di Olinvest e del marchio Tamoil a investitori Americani, il presidente Zanati ha ribadito nel corso dell’incontro di “considerare Tamoil il gioiello degli investimenti della Libia nel downstream estero e per questo stiamo cercando di espandere la presenza di Tamoil nei mercati in crescita e  di posizionare al meglio la compagnia come gruppo petrolifero ed energetico leader in Europa. E' attualmente in corso il processo di riorganizzazione del management per raggiungere questi obiettivi. L'ipotesi di una partnership strategica potrà essere presa in considerazione solo qualora si realizzassero significative sinergie commerciali reciprocamente vantaggiose.”
In conclusione del cordiale incontro, Torchio e Corada - infdorma un cloro comunicato - hanno offerto la disponibilità della società pubblica Autostrade Centropadane, che vanta un significativo know-how a livello infrastrutturale per progetti da realizzarsi in territorio libico.




Fin qui le notizie e le dichiarazioni. Che peraltro invitano a mentenere, al dilà dell'evidente e necessario ottimismo degli enti locali, la maggiore attenzione e il più accurato controllo possibili di fronte all'evoluzione dei progetti. Per dirla chiara non lasciamoci incantare da un occhio benevolo verso la Centropadane. La città e la salute dei suoi cittadini valgono molto di più.


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Manz
Inviato il: Agosto 29, 2008 12:25 am
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Mi potete baciare le mani
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posto qui per pigrizia. non ho voglia di aprire una nuova discussione
http://www.youtube.com/watch?v=eDQx7TtU3rE
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sualocin
Inviato il: Ottobre 22, 2008 08:47 am
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da vascello.cr

I fatti precipitano, le situazioni cambiano, noi non molleremo la presa anche se farebbe comodo a molti

Torchio e Corada, datevi davvero una mossa! Da Oilinvest europea, proprietaria di "Tamoil", servono maggiori garanzie

I rappresentanti cremonesi non si fermino all'incontro con Izam Zanati dello scorso luglio, affrontino in dettaglio la destinazione dei 900 milioni di euro per la ristrutturazione della raffineria - Purtroppo l'allerta dei cremonesi non è ancora elevata come la gravità della situazione meriterebbe, smorzata dagli interessi dei sindacati, dalle assenze delle associazioni di categoria che non vogliono assolutamente muovere il problema degli inquinamenti, dalla diminuzione della gravità persino presso i diretti interessati a cominciare dalle canottieri che si esaltano proclamando che respirano la stessa aria della città e che tracheggiano come se i terreni non fossero intrisi di idrocarburi al limite della esplosione - Eppure si è verificato un altro fatto gravissimo, lo sversamento di idrocarburi in Po il che dimostra che le precauzioni proclamate dalla Tamoil sono davvero da poco - Occorre una rigorosa analisi , anche politica, dello stato dei fatti e una impuntatura seria, altrimenti avremo soltanto fumo e niente sostanza (il modo di dire parla di arrosto, ma non ci pare il caso...). Nella foto a sinistra Tom Barrack, il libanese amico di Bush che continua ad avere molte attenzioni per la Tamoil, un affare che gli sfuggì di mano nel giugno 2007

Barrack: un interesse non spento


E' di Tom Barrack Porto Cervo, e lui in Costa Smeralda spera ancora di fare il pieno. Il miliardario libanese ha già tentato di portarsi a casa la Tamoil, la compagnia petrolifera libica, con oltre 3 mila stazioni di servizio in Europa e raffinerie a Cremona, Svizzera, Germania e Spagna. La società fa parte del Gruppo Oilinvest (Netherlands) BV, società olandese, con sede a Rotterdam, di cui è azionista al 55% un consorzio di operatori petroliferi europei, mentre al rimanente 45% è azionista la Oilinvest International, che a sua volta ha come azionisti Enti di Stato Libici

Nell'accordo con Barrack il patrimonio della società petrofilera nelle sue varie ramificazioni in Oilinvest sarebbe andato alla Colony Capital, il fondo di investimento creato da Tom Barrack nel 1991.
Il magnate Usa di origini libanesi, amico personale di George Bush, è il referente della società Usa che ha un capitale di oltre 28 miliardi di dollari in investimenti immobiliari e in società di gestione. Tra le perle controllate dalla Colony oltre alla Costa Smeralda, acquisita nel 2003 per 300 milioni di dollari, anche la catena di hotel di lusso Fairmont & Raffles resorts.
Ora Barrack non vuole restar comunque fuori dalla campagna di Libia. Lo Stato definito quasi un secolo fa dall'antimperialista Gaetano Salvemini "uno scatolone di sabbia", ha attirato l'interesse di Barrack che ha dichiarato di voler diventare protagonista della rinascita economica della Libia.
La Colony mette forti radici nel Mediterraneo: a marzo del 2007 ha acquisito il 10 per cento della catena francese di supermercati Carrefour, ora punta sull'economia del paese nordafricano. «Siamo onorati e felici - ha dichiarato Barrack - di partecipare alla rinascita della Libia, che vive una trasformazione entusiasmante grazie a importanti investimenti. La combinazione delle migliori esperienze manageriali occidentali, la continua disponibilità della materia prima e dei suoi derivati è un'opportunità unica di sviluppo». Parole che sembrano preannunciare nuovi investimenti della società nel continente africano.
La Colony è un impero con oltre 160 dipendenti e sedi in ogni angolo del mondo, Los Angeles, New York, Hong Kong, Boston, Hawai, Tokyo, Roma, Beirut, Shangai. I suoi interessi si ramificano in tutti i continenti e in vari settori dell'economia, dal turismo alle proprietà immobiliari, dalle società sportive ai vitigni pregiati.
Nella foto Tom Barrack: appassionato di polo

L'ultimo fatto ufficiale nella drammatica situazione di Cremona, con la raffineria che incombe sulla città, è stato l'incontro di Giuseppe Torchio e di Giancarlo Corada con il presidente del gruppo Oilinvest (proprietaria del marchio Tamoil) Mr. Isam Zanati che il 22 luglio a Milano ha incontrato il presidente della Provincia, Giuseppe Torchio ed il sindaco Giancarlo Corada.
Isam Zanati ha opposto un piano da 900 milioni di euro che, entro tre anni, avrà questi obiettivi : radicalmente mutare la qualità industriale della raffineria, rendendola compatibile con il territorio in seguito a un preciso cronoprogramma di interventi di bonifica sino al completo risanamento delle aree interne ed esterne al complesso produttivo e alla costruzione di una centralina che garantirà il teleriscaldamento a una parte della città.
Sin qui l'annuncio. Accolto come da Corada e Torchio? Con la controproposta di portare la Centropadane a costruire un tratto dell'autostrada libica. Così Isam Zanato si è reso ben conto di quanto ferrea fosse l'intransigenza delle nostre autorità.
Che, pertanto, hanno pubblicato un comunicato trionfale a proposito di questi 900 milioni, senza avere assolutamente nulla per andare in profondità, prendendo come incontestabile la rassicurazione di un diretto interessato.
L'annuncio è servito alla Tamoil ed anche a Torchio e Corada: ha messo in moto tutto l'apparato propagandistico che smorza l'allerta dei cremonesi. L'apparato si giova di diversi appoggi: le stesse autorità che dovono far dimenticare con quanto ritardo si sono mosse, per di più soltanto dopo la denuncia della stampa; i sindacati che si preoccupano del fatto che potrebbero esserci conseguenze sulla occupazione dei lavoratori Tamoil e trascurano che sono lavoratori anche i cittadini ammalati di cancro con percentuali da record; le associazioni industriali dove si teme che l'agitarsi del problema dell'inquinamento si estenda anche ad altre aziende loro associate; persino le canottieri che sanno di far felici i loro soci abituali frequentatori con rassicurazioni che non rassicurano nessuno.
La storia va avanti, però. Ed ecco in successione almeno due fatti. Un incidente che manda un operaio in gravissime condizioni in ospedale e che dimostra come le precauzioni proclamate ad alta voce per impedire altri inquinamenti del territorio sono perlomeno lacunose, se basta un incidente che la Tamoil minimizza per sversare inquinanti direttamente in Po. Tutto, al di là della tragedia dell'operaio, ha l'aria di una farsa.
L'altro fatto è la situazione di inquinamento in città che però Giancarlo Corada risolve con una premessa ed un invito: la premessa è che il mal comune è mezzo gaudio ("anche altre città soffrono di inquinamento"), l'invito è "andate in bicicletta". Non ci risulta che la Tamoil sia andata in bicicletta.
Nel quadro assolutamente fosco, senza certezze, senza notizie, senza previsioni, ecco un improvviso ed inatteso lampo di luce.
Il giornale degli agrari fa una virata. Scrive molto opportunamente Vittoriano Zanolli, dopo anni di adesione al meticoloso smorzamento da parte de "La Provincia", sempre in seconda battuta nella denuncia proveniente dal resto della stampa: "Il comportamento imbarazzato e incerto del Comune in questa vicenda ha contribuito ad aumentare diffidenza e timori dei cittadini che sono tornati a interrogarsi sull'opportunità di mantenere un'industria così pericolosa a ridosso delle case. Come sostiene Luca Bonomo, docente al Politecnico di Milano, è positivo che Tamoil non smobiliti ( investendo i 900 milioni - ndr) perché un'eventuale delocalizzazione aprirebbe la questione della responsabilità degli interventi di riqualificazione e del pagamento dei relativi oneri. E soprattutto procrastinerebbe sine die l'avvio della bonifica. Ma gli enti locali devono esercitare un ruolo di controllo ben più incisivo di quello svolto sinora e incalzare l'azienda. In passato l'amministrazione municipale non ha informato i cittadini, come avrebbe dovuto, della reale situazione di degrado ambientale causata dalla raffineria. Ora abbiamo il diritto di sapere come e quando quei 900 milioni verranno spesi. I petrodollari libici sono graditi, purché non passi il principio che è meglio morire fra trent'anni di cancro che oggi di fame".
Meno male. Era ora.
Certo occorre istricarsi nella situazione delle holding: la gestione fa capo alla Libia, ma la Tamoil fa capo al Gruppo Oilinvest (Netherlands) BV, società olandese, con sede a Rotterdam, di cui fu azionista al 55% un consorzio di operatori petroliferi europei, mentre il rimanente 45% apparteneva alla Oilinvest International, che a sua volta presenta oggi come azionisti Enti di Stato Libici
Il tentativo di Tom Barrack. Nel 2007 si ebbe il mancato affare del plurimilionario Tom Barrack. Nel giugno tentò di portarsi a casa la Tamoil, la compagnia petrolifera libica, le oltre 3 mila stazioni di servizio in Europa e raffinerie in Italia, Svizzera, Germania e Spagna. La società era di totale proprietà del governo libico e sotto il controllo diretto della famiglia Gheddafi.
Nell'accordo lo stato nordafricano avrebbe mantenuto il 35 per cento delle azioni della compagnia, il resto sarebbe finito nel patrimonio della Colony Capital, il fondo di investimento creato da Tom Barrack nel 1991.L'accordo per l'acquisizione della maggioranza delle quote fu asffrontato col primo ministro libico, Abdulhafid Zlitni. La transazione fu discussa sotto la supervisione di Shokri Ghanem, presidente della National Oil Company. Con la firma sarebbero passati nelle mani della Colony capital la Tamoil e la Oilinvest nelle varie ramificazioni, una delle più grandi compagnie internazionali di raffinazione e distribuzione di prodotti petroliferi in Europa
Ebbene, le nostre autorità, se davvero vogliono far qualche cosa di buono si diano una mossa: insistano per maggiori garanzie e più dettagliati approfondimenti sui 900 milioni, chiedano altri incontri.
Hanno in mano tutte le armi, i permessi e le normative per impuntarsi, senza proporre altri indecorosi patteggiamenti.
Lo facciano o altrimenti continuerà come fino ad oggi: tutto fumo, niente sostanza.

Una raffineria in piena attività a ridosso delle canottieri ed incombente sulla intera città, con nuovi ulteriori quesiti.

Tamoil: la raffineria in città, una bomba inquinante, dati ufficiali impressionanti

Ecco cosa emette nei dati ufficiali

Così il nuovo dato sul registro europeo delle polluzioni


I nuovi dati dell'inquinamento secondo i parametri usati dalla UE, raffronto prezioso:
sottoposto ai politici di maggioranza e minoranza, non hanno battuto ciglio


Abbiamo recuperato sul sito ufficiale del Ministero un documento eccezionale e aggiornato al 2005 (l'ultima data disponibile), in pratica di attualità perché non si possono immaginare sostanziali variazioni: le emissioni della raffineria Tamoil(cliccare qui per chi voglia verificare sul sito ministeriale). E all'interno abbiamo aggiornato i dati all'ultimo rilevamento dell'Unione Europea (per chi voglia verificare, qui il link). Ecco la tabella ministeriale: e c'è da spaventarsi con l'impianto a ridosso della città. Dati fuori, anche di dieci e più volte rispetto al consentito. Si guardi al benezene, alle polveri sottili, all'ossido di zolfo, agli ossidi di azoto. Nessun parametro è a norma: peggio, tutti sono da emergenza assoluta! Qualcosa è migliorato con il trascorrere del tempo, ma i dati di partenza della analoga denuncia UE (2001) sono impressionanti e li assorbiamo da decine d'anni. Nel silenzio generale. Si valuti la percentuale di tumori per renderci conto che può esserci qualche nesso. Di questi dati ufficiali, tranquillamente reperibili sui siti ministeriali e dell'UE, nessuno ha detto ne ahi ne bai. Tutto rimandato alla prossima emergenza. Clicca qui per i dati UE e del Ministero al completo.


La Magistratura e gli avvisi di garanzia ai vertici della Raffineria

Sei anni dopo l'autodenuncia e la pubblicazione dei dati sulla polluzione dell'UE - Un "inquinamento grave" dai fusti sotterrati ed esteso all'area golenale delle Canottieri Bissolati e Cral Tamoil
La buona notizia è la conferma che l'acquedotto non corre rischio di inquinamento da idrocarburi

Si moltiplicano gli aspetti sconcertanti della vicenda Tamoil. L'azienda petrolifera si autodenuncia nel 2001. Da quella denuncia l'UE pubblica i dati sulla polluzione aerea e nel terreno della Raffineria di Cremona. Ma nessuno negli enti locali fa accertamenti, neppure legge i dati pubblicati dall'Unione Europea che sono davvero desolanti. Eppure ci sono continue segnalazioni dei miasmi da idrocarburi che si propagano spesso soprattutto nella zona Po della città. Ma Comune e Provincia non battono ciglio, appunto. Ed anche oggi affermano che non sapevano nulla. Il che è davvero scandaloso.

Da questa situazione desolante l'ultima notizia proveniente dalla magistratura: a seguito immaginiamo della denuncia Tamoil ma anche, ci auguriamo, come doveroso seguito della denuncia presentata dagli ambientalisti quando il guaio viene a galla, la Magistratura, se dio vuole, apre un'inchiesta. Sei anni dopo l'autodenuncia la lacuna nello scorso settembre è stata finalmente colmata. Il pm Cinzia Piccioni ha fatto partire gli avvisi di garanzia per i vertici Tamoil e affidato la materia ai propri periti.

Gli avvisi di garanzia non sono certo ingiustificati. Eccoci, in questa metà maggio 2008 alle conclusioni dei periti: "Se dall'ARPA sono venute rassicurazioni ( peraltro non da tutti condivise) sulle emissioni in aria dalle falde inquinate, la situazione Tamoil non si può considerare tranquilla per neppure per i soci della canottieri. La consulenza tecnica affidata lo scorso settembre dal sostituto procuratore Cinzia Piccioni è giunta alla conclusione seguente: "Si conferma il gave inquinamento sotto la Tamoil, che ha superato i confini catastali della raffineria "estendendosi all'area golenale delle canottieri con particolare riferimento al Cral Tamoil e alla Bissolati. Sono stati rinvenuti rifiuti pericolosi cancerogeni nei fusti sotterrati tra il 1980 e il 1994. "I dati sono ormai poiuttosto pacifici, non sono opinabili.

Il Pm dà atto alla Tamoil di essersi attivata dopo l'allarme dello scorso anno, ma non invita a conclusioni trionfali perchè l'effetto bonfica dell'area si manifesterà in decenni. Comunque il PM ha rilevato la "piena eficienza della barriera idraulica, sono già stati aspirati più di 250 mila litri di idrocarburi..., ma bisognerà attendere che tutto il prodotto liquido venga aspirato per valutare quali saranno le concentrazioni residue lasciate dal prodotto stesso".

Confermato, invece, ed è una buona notizia, che per l'acqua dell'acquedotto non c'è alcun rischio di inquinamento da idrocarburi.

E se la Raffineria Tamoil va a fuoco?

Cosa fare, come difendersi, dove fuggire. Vai




La pagina è aggiornata alle ore 15:33:51
di Lun, 20 ott 2008

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Messaggio modificato da sualocin il Ottobre 22, 2008 08:51 am

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"L'acqua è l'essenza dell'idratazione"
"E l'idratazione è l'essenza della bellezza"


Io crederò alle tue menzogne su di te se tu crederai alle mie menzogne su di me

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